LA FAUNA ACQUATICA OBIETTIVO DI CONSERVAZIONE DEL PROGETTO LIFETICINOBIOSOURCE

Tra i target di progetto figurano diverse specie d’acqua dolce: pesci e anfibi, che proprio nel Fiume Ticino e nella fitta trama di ambienti acquatici e zone umide collegati al grande fiume hanno da sempre trovato aree sorgente rilevanti per la loro stessa conservazione in natura. Il Parco fluviale con il più ricco patrimonio di biodiversità acquatica d’Italia annovera, infatti, tra le sue specie native numerosi endemismi e sub-endemismi padani, target di progetto: dal grande e misterioso Storione cobice (Acipenser naccarii),  davvero un dinosauro vivente, sopravvissuto nel bacino del Po proprio con la popolazione naturale del Ticino, ai piccolissimi cobiti, Cobite comune (Cobitis bilineata) e Cobite mascherato (Sabanejewia larvata), strani pescetti serpentiformi con abitudini fossorie; dalla sfuggente e curiosa  Lampreda padana (Letentheron zanandreai), del gruppo dei Petromizonti, vertebrati acquatici con corpo cilindrico, scheletro cartilagineo e bocca a ventosa, all’esigente Rana di lataste (Rana latastei), con abitudini per lo più forestali in boschi umidi ai margini del fiume e delle zone umide, ma dipendente da stagni e raccolte di acqua pulita per la riproduzione ed i primi anni di vita, accompagnata da un’altra rana rossa, la Rana agile (Rana dalmatina) e dall’arboricola Raganella italiana (Hyla intermedia)

Si uniscono al gruppo delle specie acquatiche obiettivo il piccolo e mimetico Scazzone (Cottus gobio), un pesciolino amante delle acque fresche e ben ossigenate, vero e proprio indicatore di qualità ecologica per la sua spiccata sensibilità alle condizioni ambientali, e la specie target per eccellenza che costituisce la più affascinante sfida del progetto: lo Storione ladano (Huso huso), il pesce d’acqua dolce più grande mai esistito originariamente in Italia e in Europa, purtroppo scomparso da decenni dai bacini adriatici, che con LifeTicinoBIOSOURCE sarà oggetto della prima esperienza, ancora mai tentata, di reintroduzione nel nostro Paese, partendo proprio dal Parco del Ticino.

Per tutte queste specie il progetto mette in atto una serie di azioni di conservazione comprendenti sia interventi strutturali di riqualificazione e ripristino degli ambienti acquatici e della loro funzione ecologica di aree sorgente per le specie target, sia azioni faunistiche di sostegno alle popolazioni native (riproduzione artificiale, allevamento, ripopolamento) e di contrasto delle specie ittiche esotiche invasive, in particolare del siluro.

Per quanto concerne l’avifauna, tra le specie che beneficeranno del progetto LIFE si segnalano quelle legate agli ambienti acquatici lentici, in particolare per lo svolgimento di attività trofica. Tra di esse spicca la presenza di alcuni Ardeidi, quali il grande Airone bianco maggiore (Casmerodius albus), l’elegante Garzetta (Egretta garzetta), il variopinto Airone rosso (Ardea purpurea), la Nitticora (Nycticorax nycticorax) dalle abitudini crepuscolari e il piccolo Tarabusino (Ixobrychus minutus), fortemente legato ai canneti. La realizzazione di nuove zone umide (lanche, canneti, stagni) e l’allagamento di marcite e prati durante l’inverno e i periodi di migrazione forniranno a tali specie nuovi siti dove potersi alimentare durante delicate fasi vitali quali la nidificazione, la migrazione e lo svernamento.

Altre specie che beneficeranno degli interventi legati alle zone umide comprendono la Moretta tabaccata (Aythya nyroca) e il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus). La prima è una piccola anatra tuffatrice con piumaggio prevalentemente bruno-rossiccio, che predilige acque non molto profonde e ricche di vegetazione sommersa e flottante, affiancata da macchie fitte di vegetazione emergente. Presente in Italia con poche decine di coppie, nidifica nel Parco Lombardo della Valle del Ticino dal 2012.  Il Cavaliere d’Italia è una specie di medie dimensioni appartenente all’ordine dei Caradriformi, dall’elegante piumaggio bianco e nero e dalle zampe arancioni. Necessita di acqua ferma poco profonda con fondali piatti e con margini emersi o isolette.

L’Albanella reale (Circus cyaneus), il Falco di palude (Circus aeruginosus) e la Tottavilla (Lullula arborea) sono specie presenti nel Parco soprattutto durante le migrazioni e lo svernamento. I primi due sono rapaci diurni caratterizzati da un tipico volo planato, condotto mantenendo le ali ripiegate a “V” verso l’alto, a pochi metri dal suolo, dove cacciano uccelli e piccoli roditori. La Tottavilla è un Passeriforme della famiglia degli Alaudidi, legato a mosaici agricoli ben conservati. Tutte e tre le specie beneficeranno della presenza di nuove zone umide e, soprattutto in inverno, dell’ambiente delle marcite.

Il Martin pescatore (Alcedo atthis) è uno degli uccelli più colorati dell’avifauna europea. Il piumaggio è infatti azzurro con riflessi metallici sulle parti superiori, arancione su ventre, addome e guance, bianco sulla gola e ai lati del collo. Vola rapidissimo a pelo d’acqua e ha una spettacolare tecnica di pesca con tuffi a piombo preceduti da voli sur place. È piuttosto abitudinario e tende a utilizzare sempre gli stessi posatoi.

Gli ambienti prativi umidi sono infine l’habitat preferito dalla Licena delle paludi (Lycaena dispar), una piccola farfalla di colore arancio metallizzato, fortemente minacciata e in declino in tutte le regioni europee in cui è presente. Viene considerata una delle specie di farfalle più minacciate in Italia.

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