LIFE è il programma dell’Unione Europea dedicato all’ambiente. Il suo obiettivo generale è quello di contribuire all’implementazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della legislazione ambientali dell’Unione Europea attraverso il co-finanziamento di progetti di valore e rilevanza comunitari.

Il programma LIFE ha avuto inizio nel 1992, come espressione della presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica della necessità di proteggere l’ambiente. Il disastro di Chernobyl, il buco nell’ozono, il riscaldamento climatico hanno dato una spinta decisiva allo strutturarsi in breve tempo di una politica e di istituzioni europee dedicate alla tutela ambientale.

Il programma LIFE ha visto cinque fasi – LIFE I (1992-1995), LIFE II (1996-1999), LIFE III (2000-2006), LIFE + (2007-2013) e LIFE (2014-2020) – durante le quali sono stati finanziati in totale 3.954 progetti, che hanno contribuito con circa 3,1 miliardi di euro alla salvaguardia dell’ambiente.

Ogni anno la Commissione Europea che gestisce il programma LIFE pubblica un invito a presentare proposte e, in base a criteri che tengono conto del programma strategico pluriennale e delle eventuali priorità nazionali, stabilisce quali progetti, tra quelli pervenuti, possono beneficiare del sostegno finanziario di LIFE e pubblica regolarmente l’elenco di tali progetti.

Rete Natura 2000

Natura 2000 è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità.

E’ una rete ecologica europea istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE Habitat per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

Include Zone Speciali di Conservazione (ZSC) istituite dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat e Zone di Protezione Speciale (ZPS), istituite ai sensi della Direttiva Uccelli. Queste aree sono “speciali” perché qui sono ancora presenti habitat ben conservati e vivono specie animali e vegetali importanti per il mantenimento della biodiversità di tutta Europa.

Le aree che compongono la rete Natura 2000 non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse; la Direttiva Habitat intende garantire la protezione della natura tenendo anche “conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali” (Art. 2). Soggetti privati possono essere proprietari di aree che ricadono entro i siti Natura 2000, ma le attività che vi esercitano devono essere compatibili con gli obiettivi di conservazione di questi siti.

La Direttiva Habitat riconosce, infatti, il valore di tutte quelle aree nelle quali la secolare presenza dell’uomo e delle sue attività tradizionali ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra attività antropiche e natura. Alle aree agricole, per esempio, sono legate numerose specie animali e vegetali ormai rare e minacciate per la cui sopravvivenza è necessaria la prosecuzione e la valorizzazione delle attività tradizionali, come il pascolo o l’agricoltura non intensiva. Nello stesso titolo della Direttiva viene specificato l’obiettivo di conservare non solo gli habitat naturali, ma anche quelli seminaturali (come le aree ad agricoltura tradizionale, i boschi utilizzati, i pascoli, ecc.).

Un altro elemento innovativo è il riconoscimento dell’importanza di alcuni elementi del paesaggio che svolgono un ruolo di connessione per la flora e la fauna selvatiche (art. 10). Gli Stati membri sono invitati a mantenere o all’occorrenza sviluppare tali elementi per migliorare la coerenza ecologica della rete Natura 2000.

Fra tutti i Paesi europei l’Italia è il più ricco di biodiversità, quello che in assoluto presenta il maggior numero di specie. Infatti, nel nostro paese vivono circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti in Europa.

In Italia, i siti Natura 2000 coprono complessivamente il 21% circa del territorio nazionale.

Informazioni riguardanti la rete Natura 2000 si trovano sul sito europeo: Environment – European Commission (http://ec.europa.eu/environment/nature/index_en.htm)

Rete Natura 2000 in Lombardia

La Rete Natura 2000 in Lombardia tutela una grande varietà di ambienti e territori differenti:

  • nella regione biogeografica alpina i ghiacciai e gli ambienti nivali, i macereti e le torbiere alpine, le foreste tipiche montane a larici e cembri o le faggete ma anche gli habitat a prateria naturale e seminaturale, che sono mantenuti grazie al lavoro dell’uomo.
  • in pianura, nella regione biogeografica continentale, gli habitat più rappresentativi sono i querco-carpineti – residuo delle antiche foreste padane, le brughiere, i boschi ripariali dei grandi fiumi e ciò che rimane delle vaste aree paludose, ma anche alcune aree agricole particolarmente importanti per la biodiversità, come le risaie o i prati da sfalcio.

 

Ecco i “numeri” di Natura 2000 in Lombardia:

242 siti Natura 2000, che si estendono su circa il 15% del territorio della Lombardia.

57 habitat di interesse comunitario, tra i quali 16 sono definiti habitat “prioritari”, vale a dire i luoghi a rischio di scomparsa a livello continentale.

71 specie di interesse comunitario elencati nella Direttiva Habitat Allegato II, di cui 50 specie animali, tra mammiferi, pesci, anfibi e rettili e invertebrati e 21 specie di piante.

87 specie di uccelli incluse nell’allegato I della Direttiva Uccelli.

Per essere efficace Rete Natura 2000 non deve essere un sistema di “isole” di alta naturalità, ma deve essere garantita la possibilità, per le specie animali e vegetali di potersi spostare da un sito all’altro, garantendo così le connessioni ecologiche tra le aree più importanti per la biodiversità. Per questo nel 2009 in Lombardia è stata individuata la Rete Ecologica Regionale (http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/enti-e-operatori/ambiente-ed-energia/parchi-e-aree-protette/biodiversita-e-reti-ecologiche/rete-ecologica-regionale/rete-ecologica-regionale), riconosciuta come infrastruttura prioritaria del Piano Territoriale Regionale e strumento orientativo per la pianificazione regionale e locale.

Rete Natura 2000 nel Parco del Ticino

Nel territorio del Parco del Ticino sono stati riconosciuti 14 ZSC e una ZPS, che interessa tutto l’area perifluviale ricompresa nel Parco Naturale istituito con L.R. 31/2002, per un totale di 23.300 ettari (circa il 25% dell’area protetta).

Mappa (http://ente.parcoticino.it/il-parco/rete-natura-2000/).

Da quando nel 2003 Regione Lombardia ha individuato il Parco del Ticino quale gestore dei siti ricadenti nel suo territorio, l’ente si è adoperato per garantire un adeguato livello di tutela attraverso la corretta applicazione della valutazione di incidenza, la predisposizione dei Piani di Gestione e il proseguimento degli aggiornamenti e approfondimenti delle conoscenze in materia di biodiversità e conservazione degli habitat, ma ha anche promosso numerosi progetti finalizzati alla riqualificazione e alla conservazione di habitat e specie di interesse comunitario, uno dei più importanti in termini di risorse investite ed importanza degli interventi, è certamente il LIFE TICINO BIOSOURCE.

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